Lesioni da schiacciamento e sindrome compartimentale

Ischemia acuta traumatica con mortificazione dei tessuti molli e dell’osso con zone più o meno estese di ipossia che si verifica quando, in seguito ad un severo trauma distrettuale, si ha associazione di danno vascolare e sindrome compartimentale.

Oltre al danno acuto vascolare, che se non risolto può procurare gravi deficit neurologici permanenti, lo schiacciamento di un arto causa frequentemente complicanze croniche, tra queste: difficoltà di cicatrizzazione, con comparsa di ulcere cutanee croniche a lenta risoluzione e infezioni dell’osso (osteomieliti), accumunate entrambe dallo scarso apporto di ossigeno ai tessuti interessati. L’applicazione immediata e tempestiva dell’OTI mira, in una situazione di sofferenza compartimentale, ad aumentare la pressione parziale di ossigeno tissutale, a ridurre l’edema vasogenico ed a demarcare le zone vitali da quelle non vitali, innestando il meccanismo macrofagico riparativo.

L’Ossigenoterapia Iperbarica è da applicarsi con la massima tempestività, per evitare l’acidosi e la morte cellulare ed in associazione al trattamento chirurgico ed antibiotico. Per l’ indicazione all’OTI è necessario tener conto del tipo di trauma (se a bassa, media, alta energia), della presenza o meno di ischemia dell’arto e della durata di quest’ultimo, della presenza di perdita di sostanza, dello stato di compenso emodinamico del paziente, dell’età del paziente. E’ necessaria una frequente valutazione del paziente per decidere il protocollo di trattamento iperbarico adeguato e l’eventuale rivalutazione dell’ortopedico o del chirurgo vascolare alla comparsa di infezioni (osteomieliti) o di complicanze ischemiche acute (valutabili con l’ausilio dell’ossimetria transcutanea). La terapia iperbarica può essere attuata anche con frequenza bigiornaliera nei primi 5-6 giorni in caso di grave sofferenza dei tessuti molli.

 

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