Embolia gassosa arteriosa

Nel settore subacqueo si tratta di un quadro clinico ad insorgenza acuta, spesso di notevole gravità, condizionato da un repentino aumento di volume dei gas contenuti nei polmoni e ad un istantaneo aumento della pressione da essi esercitata a questo livello. Esso porta alla rottura degli alveoli e all’ingresso degli emboli gassosi nel circolo arterioso. L’embolia gassosa, in ambito subacqueo, può determinarsi a causa di una sovradistensione polmonare o/e per la presenza di una misconosciuta pervietà del setto interatriale che può causare passaggio diretto di bolle d’aria nel torrente circolatorio. Nel settore iatrogeno, è la conseguenza della penetrazione di gas all’interno del circolo vascolare che può essere classificata come: embolia arteriosa quando il sito di penetrazione del gas è situato a valle del filtro polmonare; embolia venosa quando il sito di penetrazione del gas è situato a monte del filtro polmonare; embolia mista, incrociata o paradossale quando l’embolo, generatosi nella circolazione venosa, riesce a passare nella circolazione arteriosa. Può verificarsi a seguito di interventi chirurgici, manovre diagnostiche invasive, incanulamento di vasi, circolazione extracorporea.

Qualora sia avvenuto il passaggio d’aria, si manifestano: embolizzazione arteriosa cerebrale, insufficienza cardiaca acuta, shock, embolizzazione coronarica e alterazioni neurologiche gravi fino all’arresto cardiocircolatorio. La terapia iperbarica trova il suo razionale nel diminuire il volume delle bolle oltre che nel migliorare l’ ossigenazione dei tessuti ipossici.

 

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